Bonus Mobili 2026: Guida Completa a Requisiti, Importi e Come Ottenerlo
Stai ristrutturando casa e stai pensando a come arredarla? C'è una buona notizia: anche nel 2026 puoi recuperare metà della spesa per mobili e grandi elettrodomestici grazie al Bonus Mobili. Si tratta di una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, che lo Stato riconosce a chi acquista arredi nuovi destinati a un immobile oggetto di lavori edilizi.
In questa Guida trovi tutto quello che serve per capire se ne hai diritto, come funziona, quali acquisti sono ammessi — compresi divani letto e poltrone letto — e cosa fare concretamente per non perdere l'agevolazione. Senza burocratese, con esempi pratici.
Aggiornamento: febbraio 2026 — Basato sulla guida ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (gennaio 2026) e sulla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 22).

- Cos'è il Bonus Mobili 2026
- Chi può richiederlo (e chi no)
- Quali lavori di ristrutturazione danno diritto al Bonus
- Per quali acquisti vale la detrazione
- Quali mobili comprare col Bonus: il caso dei divani letto
- Quanto si può detrarre nel 2026
- Come pagare per non perdere il Bonus
- I documenti da conservare
- Domande frequenti
Cos'è il Bonus Mobili 2026
Il Bonus Mobili è un'agevolazione fiscale che consente di detrarre dall'Irpef il 50% delle spese sostenute per l'acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici. La condizione fondamentale è che questi beni siano destinati ad arredare un immobile su cui sono stati eseguiti interventi di recupero edilizio.
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la proroga di questa misura per tutto l'anno in corso, mantenendo le stesse condizioni degli anni precedenti. La detrazione si applica su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro — che comprende anche le eventuali spese di trasporto e montaggio — e viene restituita sotto forma di sconto fiscale ripartito in dieci rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
Per intenderci: se nel 2026 acquisti mobili per 5.000 euro, avrai diritto a una detrazione complessiva di 2.500 euro, ovvero 250 euro l'anno per dieci anni sul tuo modello 730 o sul modello Redditi Persone Fisiche.
Chi può richiederlo (e chi no)
Possono accedere al Bonus tutti i contribuenti che stanno effettuando (o hanno effettuato di recente) lavori di ristrutturazione su un immobile residenziale. C'è però una regola temporale precisa da rispettare: i lavori edilizi devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello in cui si acquistano i mobili.
Questo significa che per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori di ristrutturazione devono essere partiti non prima del 1° gennaio 2025. Se la ristrutturazione è iniziata nel 2024 o prima, non è possibile usufruire dell'agevolazione per acquisti fatti quest'anno.
Un aspetto importante riguarda la titolarità: la detrazione spetta esclusivamente al contribuente che sostiene le spese di ristrutturazione. Se i lavori edilizi sono intestati a un coniuge e gli acquisti di arredamento all'altro, nessuno dei due potrà beneficiare del Bonus. È un punto su cui l'Agenzia delle Entrate è stata molto chiara e che vale la pena tenere presente quando si pianificano le spese in famiglia.
Per quanto riguarda i condomini, chi partecipa a lavori sulle parti comuni dell'edificio — come la guardiola, il locale lavanderia o l'appartamento del portiere — ha diritto alla detrazione, ma solo per i beni destinati ad arredare quelle specifiche aree comuni. Non è possibile, in quel caso, sfruttare il Bonus per comprare mobili per il proprio appartamento.
Altro dettaglio che può tornare utile: i beni acquistati possono essere destinati ad arredare qualsiasi ambiente dell'immobile oggetto dei lavori, anche diverso da quello effettivamente ristrutturato. Hai rifatto il bagno? Puoi comunque acquistare un divano per il soggiorno con il Bonus.
Quali lavori di ristrutturazione danno diritto al Bonus
Non tutti i lavori in casa aprono le porte al Bonus Mobili. L'agevolazione è legata a interventi specifici di recupero del patrimonio edilizio, e la tipologia cambia a seconda che si tratti di un singolo appartamento o delle parti comuni di un condominio.
Su singoli appartamenti
Per le abitazioni private, danno diritto al Bonus gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, e ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria — come tinteggiare le pareti, sostituire i pavimenti o rifare gli intonaci — da sola non basta, a meno che non faccia parte di un intervento più ampio.
Qualche esempio concreto di lavori che aprono l'accesso al Bonus: la sostituzione degli infissi esterni con modifica del materiale o della tipologia, il rifacimento completo del bagno, la costruzione di scale interne, la realizzazione di una mansarda o di un balcone, l'apertura di nuove porte e finestre, la modifica dei tramezzi interni. Anche l'installazione di impianti a fonti rinnovabili — come una stufa a pellet — rientra nella manutenzione straordinaria e dà accesso all'agevolazione.
Un'eccezione importante introdotta dal 2025: i lavori di sostituzione o nuova installazione di caldaie a combustibili fossili non danno più diritto ad alcuna detrazione edilizia e, di conseguenza, nemmeno al Bonus Mobili collegato.
Sulle parti comuni condominiali
Per i condomini le maglie sono più ampie: anche la semplice manutenzione ordinaria sulle parti comuni — come la tinteggiatura dei muri condominiali, la sostituzione delle tegole, la riparazione del portone — dà diritto al Bonus per l'acquisto di arredi destinati a quelle stesse aree.
Interventi che NON danno diritto al Bonus
Restano esclusi la realizzazione di box auto o posti auto pertinenziali, gli interventi per la prevenzione di atti illeciti (come l'installazione di antifurti, a meno che non rientrino anche in una categoria ammessa), e tutti gli interventi per cui si usufruisce dell'Ecobonus. Anche il Sismabonus, invece, apre l'accesso al Bonus Mobili.
Come dimostrare l'inizio dei lavori
La data di avvio dei lavori è fondamentale: deve sempre precedere quella di acquisto dei mobili. Si può dimostrare attraverso le abilitazioni amministrative (SCIA, CILA, permesso di costruire), la comunicazione preventiva all'ASL quando obbligatoria, oppure — per i lavori che non richiedono titoli abilitativi — tramite una semplice dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Per quali acquisti vale la detrazione
La detrazione copre due grandi categorie: mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi. La parola chiave è "nuovi" — l'acquisto di usato non è agevolato.
Mobili ammessi
L'elenco comprende: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani (divani letto) , poltrone (poltrone letto), credenze, materassi e apparecchi di illuminazione. Sono incluse anche le spese di trasporto e montaggio.
Sono invece esclusi: porte, pavimentazioni (parquet incluso), tende e tendaggi, e in generale i complementi d'arredo che non rientrano nella categoria "mobili" in senso stretto.

Poltrona Letto Divanoso, con Materasso Alto 18 cm
Grandi elettrodomestici ammessi
Per gli elettrodomestici valgono requisiti energetici minimi: classe A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori. Queste classi si riferiscono alla nuova etichetta energetica europea. Gli elettrodomestici per cui non è ancora previsto l'obbligo di etichettatura sono comunque ammessi.
Rientrano tra i grandi elettrodomestici agevolabili: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavasciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura e piani cottura, stufe elettriche, forni e forni a microonde, piastre riscaldanti, radiatori elettrici, ventilatori, condizionatori e apparecchi per il riscaldamento elettrico.
Attenzione: per alcuni di questi acquisti (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici) è necessario inviare una comunicazione all'ENEA attraverso il portale dedicato al "Bonus casa". Tuttavia, anche se questa comunicazione viene inviata in ritardo o viene dimenticata, il diritto alla detrazione non si perde — come chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 46/E del 2019.

Quali mobili comprare col Bonus: il caso dei Divani Letto
Se stai ristrutturando casa, il Bonus Mobili rappresenta un'occasione concreta per ripensare anche gli spazi più importanti della tua abitazione. E tra le scelte più intelligenti che puoi fare — specialmente se vivi in un appartamento dove ogni metro quadrato conta — c'è quella di investire in un Divano Letto di qualità.
Perché proprio un divano letto? Perché è tra i pochi arredi capaci di risolvere due problemi contemporaneamente: avere un soggiorno accogliente durante il giorno e un letto vero su cui dormire ogni notte. Per chi vive in monolocali, bilocali o semplicemente in case dove serve una camera per gli ospiti senza avere la stanza dedicata, un buon divano a letto cambia radicalmente la vivibilità degli spazi.
Il problema è che per decenni il divano letto è stato sinonimo di compromesso: scomodo come divano, impossibile come letto. Materassini sottili, meccanismi rumorosi, strutture che cigolano dopo pochi mesi. Chiunque abbia dormito su un vecchio divano letto da un amico sa di cosa parliamo.

Divano letto modello Duotto di Divanoso, con due Materassi Alti 18 cm
Cosa cercare in un divano letto per uso quotidiano
Se il Divano Letto sarà il tuo letto principale — e non un semplice posto di emergenza per gli ospiti — ci sono tre elementi su cui non transigere.
Il primo è lo spessore del materasso. Un materasso alto 10-12 centimetri non è pensato per dormirci in modo frequente: dopo poche settimane sentira il telaio attraverso l'imbottitura. Per un riposo paragonabile a quello di un letto tradizionale, serve un materasso Alto 17-18 centimetri di spessore, meglio ancora se si arriva a 20-21 centimetri (uso quotidiano). La differenza si sente dal primo giorno.
Il secondo è la qualità della struttura interna. Il meccanismo di apertura e chiusura deve essere robusto e silenzioso. I telai in acciaio elettrosaldato sono i più affidabili nel tempo: non si deformano e sopportano l'uso quotidiano per anni senza perdere efficienza.
Il terzo è il materiale del materasso. Il poliuretano ad alta densità è la scelta migliore per chi dorme ogni notte sul divano letto: si adatta alla forma del corpo, distribuisce il peso in modo uniforme e mantiene le sue proprietà nel tempo. Rispetto alle molle tradizionali, offre un comfort nettamente superiore per l'uso continuativo.
Divano letto modello Theo Soft di Divanoso, con Materasso Alto 20 cm
Divanoso: divani letto progettati per dormirci ogni notte
È esattamente su questi tre aspetti che si concentra Divanoso, azienda italiana specializzata nei divani letto e nelle poltrone letto pensati per l'uso quotidiano. Tutti i modelli Divanoso montano materassi con spessori che vanno dai 17 ai 21 centimetri — dimensioni che normalmente si trovano solo nei letti tradizionali — realizzati in poliuretano e memory foam ad alta densità su strutture in acciaio elettrosaldato.
Il vantaggio concreto per chi sta sfruttando il Bonus Mobili è duplice. Da un lato, un divano letto con materasso alto che rientra pienamente tra i beni agevolabili dalla detrazione (divani, poltrone e materassi sono tutti nella lista ufficiale dell'Agenzia delle Entrate). Dall'altro, una soluzione d'arredo che risolve un problema reale di spazio — particolarmente rilevante per chi sta ristrutturando un appartamento di dimensioni contenute e vuole massimizzare la funzionalità di ogni stanza.
Con un prezzo medio di un divano letto matrimoniale Divanoso che rientra ampiamente nel tetto dei 5.000 euro del Bonus, è possibile arredare lo spazio principale della casa con un prodotto di fascia alta e recuperarne la metà del costo in dichiarazione dei redditi. Il tutto con consegna gratuita a domicilio e possibilità di pagamento rateale — modalità di pagamento, quest'ultima, perfettamente compatibile con il Bonus Mobili purché la finanziaria effettui il versamento con le modalità previste dalla legge.
Se vuoi approfondire, puoi esplorare la Collezione Divani Letto Divanoso dove trovi anche gli approfondimentio di ogni modello con tutte le specifiche su materassi, struttura e meccanismi.
Quanto si può detrarre nel 2026
Per il 2026 il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è di 5.000 euro. Questo importo comprende tutti gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici (trasporto e montaggio inclusi) ed è indipendente dall'importo speso per i lavori di ristrutturazione.
La detrazione del 50% viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo. In concreto, su una spesa di 5.000 euro si ottiene una detrazione totale di 2.500 euro, ovvero 250 euro all'anno per dieci anni.
Il limite di spesa si riferisce alla singola unità immobiliare (comprese le pertinenze). Questo significa che chi esegue lavori di ristrutturazione su due appartamenti diversi può usufruire del Bonus due volte, con un tetto di 5.000 euro per ciascun immobile.
Attenzione ai lavori a cavallo tra due anni
Se i lavori di ristrutturazione sono iniziati nel 2025 e hai già acquistato mobili nello stesso anno usufruendo della detrazione, il tetto di spesa per il 2026 va calcolato al netto di quanto già detratto. Ad esempio: se nel 2025 hai già speso 3.000 euro in mobili per la stessa ristrutturazione, nel 2026 potrai detrarre al massimo altri 2.000 euro (5.000 - 3.000).
Ultimo punto: la detrazione non si trasferisce in caso di vendita dell'immobile o di decesso del contribuente. Anche se cedi la casa e con essa le rate residue della detrazione per la ristrutturazione edilizia, il Bonus Mobili resta in capo a te — potrai continuare a scaricarlo dalle tasse anche dopo la vendita.
Come pagare per non perdere il Bonus
Questo è uno dei punti dove si commettono più errori, e un errore nel metodo di pagamento può far perdere l'intera detrazione.
I metodi ammessi sono tre: bonifico bancario o postale, carta di credito e carta di debito (bancomat). Tutto il resto — contanti, assegni bancari, assegni circolari e altri mezzi — non è consentito e invalida il diritto alla detrazione.
Una precisazione importante: il bonifico utilizzato per pagare i mobili non deve necessariamente essere quello "parlante" predisposto da banche e Poste per le spese di ristrutturazione edilizia (quello soggetto a ritenuta dell'8%). Va benissimo un bonifico ordinario. Questa distinzione può far risparmiare qualche grattacapo, perché il bonifico per ristrutturazione comporta una ritenuta automatica che in questo caso non è richiesta.
Per i pagamenti con carta, la data che conta ai fini della detrazione è quella di utilizzo della carta (quella riportata sulla ricevuta della transazione), non la data di addebito sul conto corrente. Se paghi con la carta di credito il 30 dicembre 2026 e l'addebito arriva a gennaio 2027, la spesa rientra comunque nell'anno 2026.
Si può pagare a rate?
Sì, la detrazione è ammessa anche per acquisti effettuati tramite finanziamento rateale. La condizione è che la società finanziaria effettui il pagamento al venditore con le modalità previste dalla legge (bonifico o carta) e che il contribuente conservi una copia della ricevuta di pagamento. In questo caso, l'anno in cui la spesa si considera sostenuta è quello in cui la finanziaria effettua il versamento, non quello in cui tu paghi le rate.
I documenti da conservare
Per non rischiare contestazioni in caso di controllo fiscale, è fondamentale conservare tutta la documentazione relativa sia ai lavori di ristrutturazione che agli acquisti di mobili ed elettrodomestici. Ecco cosa tenere da parte.

Per quanto riguarda i pagamenti: la ricevuta del bonifico (se hai pagato con bonifico), la ricevuta della transazione con carta di credito o debito, la documentazione di addebito sul conto corrente.
Per quanto riguarda gli acquisti: le fatture che riportino in modo chiaro la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati. Per gli elettrodomestici soggetti a obbligo di etichetta energetica, serve anche la documentazione che attesti la classe raggiunta. Per quelli senza obbligo di etichetta, è sufficiente una dichiarazione che confermi che per quel prodotto l'etichettatura non è ancora prevista.
Per quanto riguarda i lavori edilizi: le abilitazioni amministrative (SCIA, CILA, permesso di costruire), la comunicazione all'ASL se obbligatoria, oppure la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per i lavori in edilizia libera. Questi documenti servono a dimostrare che i lavori di ristrutturazione sono effettivamente iniziati prima dell'acquisto dei mobili.
Divano Letto modello Karol21 di Divanoso con Materasso Alto 21 cm
Domande frequenti sul Bonus Mobili 2026
Ho fatto un intervento di riqualificazione energetica con l'Ecobonus. Posso avere anche il Bonus Mobili?
No. Gli interventi per i quali si usufruisce della detrazione per riqualificazione energetica — come l'installazione di pannelli solari o la sostituzione di impianti di climatizzazione — non danno accesso al Bonus Mobili. Fanno eccezione gli interventi che rientrano nel Sismabonus: in quel caso il Bonus Mobili è compatibile.
Posso comprare i mobili all'estero?
Sì, senza problemi. La detrazione è valida anche per acquisti effettuati fuori dall'Italia, purché si possegga la documentazione richiesta (fattura dettagliata) e si rispettino le stesse modalità di pagamento previste per gli acquisti nazionali.
Entro quanto tempo dall'inizio dei lavori devo comprare i mobili?
Non esiste un termine massimo rigido. La data ultima per effettuare gli acquisti agevolati è il 31 dicembre 2026. L'unico vincolo è che i lavori siano iniziati dal 1° gennaio 2025 in poi. Inoltre, la data di inizio dei lavori deve sempre precedere quella di acquisto dei beni, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano state sostenute prima di quelle per l'arredamento — conta la data di avvio, non quella di pagamento dei lavori.
Ho lo scontrino ma non c'è il mio codice fiscale. Perdo la detrazione?
Non necessariamente. Lo scontrino con codice fiscale, natura, qualità e quantità dei beni equivale alla fattura. Se manca il codice fiscale, la detrazione è comunque ammessa a condizione che lo scontrino riporti le informazioni sui beni acquistati e sia riconducibile al contribuente attraverso i dati del pagamento — esercente, importo, data e ora devono corrispondere alla ricevuta della carta.
Se vendo la casa, perdo le rate residue del Bonus Mobili?
No, le conservi. A differenza della detrazione per ristrutturazione edilizia (che può essere trasferita all'acquirente), il Bonus Mobili resta sempre in capo a chi ha sostenuto la spesa originaria. Continuerai a detrarre le quote annuali rimanenti anche dopo aver venduto l'immobile.
Se ristruttura un coniuge e l'altro compra i mobili, chi detrae?
Nessuno dei due. La normativa è chiara su questo punto: il Bonus Mobili spetta unicamente al contribuente che sostiene anche le spese di ristrutturazione. Se le due spese sono intestate a persone diverse, il beneficio non si applica. È un aspetto da pianificare in anticipo, soprattutto nelle coppie.
Ho ristrutturato due appartamenti. Posso avere il doppio del Bonus?
Sì. Il tetto di 5.000 euro è riferito alla singola unità immobiliare, non al contribuente. Chi esegue lavori su più immobili può usufruire del Bonus per ciascuno di essi, con un limite di spesa indipendente per ogni unità.
Ho pagato solo gli oneri di urbanizzazione. Posso comunque accedere al Bonus?
Sì. Il contribuente che ha sostenuto anche solo una parte delle spese edilizie — compresi i soli oneri di urbanizzazione o il compenso del professionista — ha diritto al Bonus Mobili, a condizione che l'intervento edilizio rientri tra quelli ammessi.
In sintesi: cosa fare adesso
Se hai iniziato lavori di ristrutturazione dal 1° gennaio 2025 in poi (o stai per iniziarli), hai tempo fino al 31 dicembre 2026 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici usufruendo della detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro di spesa.
I passaggi pratici sono semplici: verifica che i tuoi lavori rientrino tra gli interventi ammessi, conserva la documentazione che dimostra la data di inizio, paga con bonifico o carta (mai contanti o assegni) e tieni da parte fatture e ricevute.
Se tra i tuoi acquisti stai valutando un divano letto o una poltrona letto per sfruttare al meglio gli spazi della casa ristrutturata, dai un'occhiata ai modelli Divanoso su divanoso.it: sono progettati per essere usati come letto principale ogni notte, con materassi dai 17 ai 21 cm di spessore, e rientrano pienamente tra i beni coperti dal Bonus Mobili 2026.
Fonti: Guida "Bonus Mobili ed Elettrodomestici" dell'Agenzia delle Entrate, aggiornamento gennaio 2026. Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, art. 1, comma 22. Per approfondimenti: agenziaentrate.gov.it.
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